In realtà, nell’uomo, il tempo scorre con moto accelerato, “precipitoso” : alla nascita si ha la massima dilatazione temporale e in progressione una decrescita lungo l’arco della vita.
È dimostrato che il pensiero è un’onda elettromagnetica: è incontrovertibile, ed è facilmente rilevabile da un elettroencefalogramma, che la quantificazione complessiva delle frequenze (onde delta, teta, alfa, beta), aumentano dalla nascita, seguendo un ritmo ben definito e prestabilito.
È pacifico che ad un incremento della frequenza, corrisponde in proporzione, una diminuzione del tempo.
Semplificando, se l’osservatore è un bambino, il tempo sarà diverso da quello di un adulto: lo stesso fenomeno, simultaneo ai due osservatori, sarà visto “prima”dall’adulto e “dopo” dal bambino.
È realtà, e non solo “percezione”, che l’uomo, durante gli anni che “passano” avverte che il tempo, riferito al periodo precedente, sembra “volato”.
In sintesi, realmente, nel bambino, il tempo è lento: adulto – anziano il tempo è veloce.
Il bambino vive nel presente, l’attimo: nell’adulto il tempo fluisce tra il passato e il futuro.
“Durata e simultaneità”
La relatività (Einstein) ha una grande importanza da un punto di vista matematico e fisico, ma non la si può elevare a concezione esaustiva del “mondo reale”.